
Carissimi tutti,
vi mando questa mail e scrivendo sto un po’ scomodo…sono in ginocchio.
Si perche’ vi prego, amici degli impianti vi scongiuro in ginocchio: rivedete la vostra posizione in merito alla data di chiusura degli impianti di bormio.
Parlo con un sacco di gente per via del mio lavoro sia come imprenditore che come maestro di sci, e tutti sono increduli: ma come si fa a chiudere cosi’ presto? E via le solite domande: “ma apriranno durante il week end? Come si fa con ‘sta neve.., ma sono pazzi…no ma che palle! gia’ viene poca gente, cosi’ non va..oh, potrebbero aprire solo un paio di impianti, no? Oppure fare come a novembre, si sale in macchina, si scia in cima”… e via cosi’ ne ricordo mille altre ma rischio la noia.
Pero’ la realta’ e’ che “gli altri” o apriranno durante i week end, oppure proseguiranno fino ai primi di maggio. “gli altri” poi comunicano…investono in pubblicita’ ecc ecc, ma questa e’ un’altra dolorosa pagina del pianeta bormio…
Ma noi, premessa una stagione non esattamente da fare la capriole in strada dalla felicita’ in termini di soldini, sembriamo i più brillanti e invece chiudiamo in anticipo. pero’ gli impianti son stati aperti il 7 novembre: apprezzabile record!
Record per gli addetti ai lavori, si sciava solo sulla pista stella alpina (vetro) e solo le squadre si avventuravano in condizioni così estreme. Impensabile per un principiante scendere in tali condizioni: sono maestro, so di cosa parlo.
Adesso la musica e’ diversa: tutti vogliono sciare, neve facile e il week end e’ pieno da far paura: non vi basta?
E a proposito della neve, se becco il primo che mi parla di riscaldamento del pianeta, lo strozzo: le condizioni del fondo sono irripetibili e siamo ancora in pieno inverno, le previsioni meteo vengono quotidianamente sconfessate e cosa resta da dire? Forse che chiuderemo per neve..da morir dal ridere!
Sono sempre in ginocchio e sono consapevole del fatto che non chiedo una cosa facile, pero’ altrettanto ovvia. l’indotto arriva puntuale ogni sabato e domenica, per il resto parcheggi vuoti o quasi, ristoranti, bar, rifugi: nessuno sorride da un pezzo e ci rendiamo conto che non si puo’ lavorare solo due giorni la settimana, si rischiano cose brutte, non si investe, ci si scoraggia.
Allora ci domandiamo PERCHE’ deve crearsi una situazione cosi’, al di la’ di tutto, al di la’ dei contratti coi dipendenti, con le istituzioni, con le assicurazioni, con il prete che dice messa la domenica all’aperto, con gli sponsor, con chi dispensa energia per fare andare su e giu la funivia, con i gattisti, con i tecnici, con i responsabili del soccorso, con chi vive di neve…
Gia’ chi vive di neve…lassu’ e’ una citta’ che si spegnera’ l’11 di aprile..(odio l’11, mi ricorda troppo l’11 di settembre) e lascera’ a piedi centinaia di persone senza lavoro, oggettivamente senza la possibilita’ di accedere alla montagna….tutti oggettivamente disperati..tutti oggettivamente a casa a leccarsi le ferite…
Per cui proseguo – credo interpretando il pensiero di molti che mi frequentano – datemi per favore una risposta: non c’e’ lavoro, vengono in pochi, siamo in crisi globale, ci sono le strutture, ci sono gli
alberghi, la neve e’ super e tanta (si arriva ancora con comodo, molto comodo fino all’arrivo, tiene di brutto), C’E’ MOSTRUOSA RICHIESTA, tutti gli addetti ai lavori piangono per il fatturato da miseria ma
ancora non si capisce perche’ gli impianti vengano chiusi. siete il motore invernale della citta’, non potete fermarvi! cosi’ fermerete tutto e tutti, dei pochi turisti in vista, prevedo un orrendo 30 %
(forse) in meno, ovvero il delirio i termini di budget.
Accontentiamoli porco demonio, lasciamo che salgano lo stesso con impianti ridotti, con aperture solo il sabato e domenica, MA CHE VENGANO!!!! chiudere sarebbe come regalare per il compleanno un revolver carico a un depresso cronico sull’orlo del suicidio.
Scippo un’intuizione papale, e poi mi rialzo che mi son rotto: scrivo a voi uomini degli impianti, vi prego rivedete le vostre decisioni, fate delle riunioni, sorprendete per una volta il piagnucoloso e atterrito pubblico che e’ malato di montagna, che sale, che spende e che chiede neve, sfruttate la potenzialita’ del regalo infinito della natura, per una volta dimostrate a tutti e a voi stessi che si può cambiare direzione anche in viaggio, mostrate coraggio e capacità imprenditoriale svoltando contro ogni previsione e calendario da voi stessi deciso, nulla e’ definitivo se c’e’ domanda e tutto puo’ essere modificato, il successo e’ garantito, le presenze e i passaggi ci saranno, la gente questo vuole e i vostri collaboratori hanno famiglie da mantenere, vogliono lavorare, promettete che proverete a chiedere – almeno una volta – se se la sentono di proseguire….ci si accontenta di poco, ma date un segnale che non siamo zombie in questo paese defunto, ma vogliamo successo, riscatto, sciatori appassionati, e chissenefrega delle belle e apprezzate feste programmate: tutti torneranno lo stesso anche dopo la preannunciata chiusura in calendario, credetemi!
Se no, sappiamo gia’ tutto, tutto finisce troppo presto. I conti non tornano, per nessuno. si fa quel che si puo’ si aggiusta con il nastro adesivo del sabato anziche’ saldare, si sopravvive come dei rassegnati.
Non chiedo spiegazioni circa il perche’ non si possa, al contrario un segnale di controtendenza, un raggio di sole che illumini un tunnel che non vogliamo arredare.
P.S. Meno 27 giorni alla tragica alba, approfittate del margine di tempo che ci separa dal silenzio.
un sincero abbraccio a tutti,
Giuliano Raimondi
#1 da Pino Brianzoni il 21 marzo 2010 - 12:57
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Vedo l’ultimo commento di Paolo, che è condivisibile ma necessita di perfezionamento.
Prima di tutto, la Sib non “fa bene” a chiudere ma segue una logica aziendale, e cioè chiude quando la baracca non sta in piedi.
Ogni azienda ha dei momenti di perdita, ma non per questo in quei giorni chiude.
Ma questo è un ragionamento più ampio che bisognerebbe fare sui dati complessivi e non istantanei.
La seconda osservazione vorrei farla sulla frase “…se tutti portassero turisti a Bormio…”.
Credo che sia sempre meno possibile “andare a prendere turisti”.
Il turista moderno arriva sempre più DA SOLO.
Bisogna:
1. Rendersi attraenti (QUALITA’).
2. Farlo sapere al mondo (COMUNICAZIONE).
3. Essere raggiungibili (MOBILITA’ e ACCOGLIENZA).
Per giocare questa partita, con qualche possibilità di vittoria, ci vuole una SQUADRA di PROFESSIONISTI in cui ciascuno rispetta il proprio RUOLO e lo gioca in modo COORDINATO.
Quadro normativo e coordinamento spettano alla politica, che purtroppo vuole anche gestire, entrando a gamba tesa su un campo di battaglia dove tutti vogliono già far tutto cercando di prevalere sugli altri.
Penso che il GRANDE ASSENTE in tutto questo sia la POLITICA.
Quella autentica, però, non quella pro domo propria.
#2 da clem il 19 marzo 2010 - 16:19
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in ginocchio
sulla neve
#3 da Paolo Brianzoni il 18 marzo 2010 - 18:59
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Io penso che la S.I.B abbia ragione a chiudere… Non sono loro il problema reale! Mettiti nei loro panni, se fossi il proprietario degli impianti e in un mese perderesti una grossa somma di denaro cosa faresti??? Sincero…
Se il sistema girasse nel modo giusto e tutti portassero a Bormio piu turisti tutto l’anno e non solo nei pochi giorni di festa gli alberghi sarebbero pieni, gli albergatori contenti, i negozi venderebbero, i bar lavorerebbero, tutti andrebbero alle terme, gli impianti sparerebbero neve anche a luglio e agosto e cosi via!
Non so se mi sono spiegato…
#4 da fabio il 18 marzo 2010 - 18:59
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lo scopo di Giuliano è ammirevole ma il suo attacco unilaterale non è il modo di risolvere la questione. e poi la chiusura all’11 era gia stata annunciata da tempo.
ho gia parlato piu del dovuto anche in facebook.. quindi dico solo una cosa: COLLABORAZIONE.
#5 da Pino Brianzoni il 18 marzo 2010 - 18:17
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Confermo quel che ho detto anche su Facebook.
Le principali risorse del paese devono restare disponibili tutto l’anno.
Quando i Bagni sono rimasti aperti tutto l’anno, tutti si sono accorti dei benefici.
Quando gli impianti di risalita hanno aperto ai primi di novembre, tutti si sono accorti dei benefici.
Bisogna restare aperti in aprile e maggio, ma anche per tutto il resto dell’anno.
Senza MAI dimenticare che una società privata ha dei doveri ECONOMICI verso gli azionisti.
Esistono però anche i doveri ETICI verso la popolazione, che reciprocamente deve dare una mano a far quadrare i conti.
Sarebbe bello se un giorno da queste parti si imparasse a “concertare”.
Non per prevaricare, per prevalere l’uno sull’altro, per comandare, per sfruttare, come già accade,
ma per giocare in SQUADRA, nel rispetto dei RUOLI, in modo COORDINATO, nel principio della SUSSIDIARIETA’.
Imparatevi queste 4 parole (cogliendone il significato)!
DEVO AGGIUNGERE che:
1. Le risorse non sono solo quelle appena citate.
2. Per rendere, le risorse devono essere FRUIBILI.
La mobilità è alla base della fruizione.
Che SS38 abbiamo?
Che treni ci ritroviamo?
Come ci colleghiamo a nord in novembre – dicembre – gennaio – febbraio – marzo – aprile – maggio?
Ciao raga, scusate l’intrusione, ma volevo invitarvi a ragionare, litigare non serve.
Questo mi pare sia quello che ha chiesto “il ponchia” gettando il sasso nello stagno.
#6 da Luca il 18 marzo 2010 - 18:02
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Carissimo Giuliano come non darti ragione. Si’ sono sempre io il rompino che alla notizia della chiusura ha esternato subito il suo diniego.
)). un abbraccio
Hai dalla tua la piu sacrosanta delle ragioni : il tuo lavoro si fa sulle piste da sci e queste vengono chiuse. Non so invece se la tua veste di imprenditore possa essere lesa sempre dallo stesso evento. Fattosta’ che la mia impressione sia sempre la stessa : a Bormio non esiste una sinergia di intenti , una armonia di interessi che permettano lo sfruttamento di questa importantissima risorsa ( il turismo) come bene comune. Ho sempre l’impressione che ogniuno coltivi il suo orticello. Le acque termali , gli albergatori , gli impianti , le scuole di sci , gli agriturismi e i rifugi in quota , i commercianti e le immobiliari . tutti contro tutti con sorrisi di cortesia ma senza un piano comune. Siamo in primavera , lasciando stare i 4 cretini che si dilettano nei bordi-pista ( il fuoripista e’ ben altro) a far cadere slavine , non sono stato cristiano di riuscire a capire se si possono organizzare facili escursioni , quasi per famiglie , ad esempio in val dell’alpe e di Rezzalo piuttosto che a breve valle dei Vitelli. Devo inventarmi da solo la vacanza? E appena va via la neve? Siamo da capo . Se si escludono sporadiche esperienze con il Parco Stelvio le altre cose se ci sono io saro’ una capra ma non riesco a condividerle.
troppa carne sul fuoco Giuliano ? Proviamo allora con una proposta alla volta e vediamo se si riesce a risolvere il tuo e altri problemi. Ecco la mia: Gli impianti devono essere mantenuti aperti ( in parte logicamente con le garanzie di sicurezza)sino al 2 maggio. Da maggio a giugno promuovere escursioni anche per principianti negli spendidi rifugi in quota gia’ aperti per i maghi dell’alta montagna ma a cui farebbe molto bene anche un turismo di questa fascia. Val Cedec , rifugio Branca con pelli e ciaspole . Da giugno Valle die vitelli e apertura della stagione allo Stelvio sino a novembre. Da novembre apertura stagione 2010/2011 a Bormio.
Questa e’ veramente neve a 365 gradi , scusate giorni.
Vi piace lo slogan ? ci vogliamo credere ?
In cambio dell’idea uno stagionale
Luca
#7 da Barbara il 18 marzo 2010 - 17:50
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Approvo! Tutti in ginocchio per solidarieta’!
#8 da Natalie il 18 marzo 2010 - 17:21
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mi inginocchio anche io….speranzosa!